Pubblichiamo di seguito il comunicato ufficiale a firma del Segretario DiCCAP-SULPM di Milano e della Lombardia, Daniele Vincini, redatto in data 24 giugno 2026. Il documento esprime a nome di tutta l’Organizzazione Sindacale il più profondo dolore per la tragica e assurda morte del collega Francesco Imprezzabile, avvenuta la sera del 22 giugno 2026 nell’adempimento del dovere, durante l’inseguimento di un SUV che aveva forzato un posto di controllo.
Oltre a stringersi attorno alla famiglia, la nota sindacale denuncia con forza e chiarezza le storiche criticità che affliggono la nostra categoria, evidenziando il disagio e la rabbia che serpeggiano da anni tra i lavoratori.
Di seguito i punti salienti affrontati nel comunicato:
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Ipocrisia politica: Il Sindacato esprime insofferenza verso chi getta sistematicamente discredito sulla categoria e verso i politici (locali e nazionali) che si ricordano della Polizia Locale solamente di fronte alle tragedie.
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Inquadramento inaccettabile: A livello giuridico, le leggi italiane considerano ancora oggi gli Operatori della Polizia Locale al pari di “Amministrativi con la divisa”, negando l’inquadramento come Forze di Polizia o Forze dell’Ordine.
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Sicurezza e Taser negato: Viene ribadito lo sconforto per il continuo rinvio da parte del Consiglio Comunale di Milano in merito all’adozione del taser, uno strumento di tutela fondamentale.
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Mezzi pubblici e fondi: Si denuncia l’esclusione degli appartenenti alle Polizie Locali dalla convenzione sull’utilizzo dei mezzi pubblici da parte di Regione Lombardia, giustificata da un’asserita mancanza di fondi.
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Nuove mobilitazioni: “Adesso comunque è giunto il momento di dire BASTA!!!!!!!!!!”. Il DiCCAP-SULPM annuncia che procederà, con l’aiuto delle sigle che vorranno condividere il percorso, a tutte le iniziative sindacali necessarie per sostenere le sacrosante rivendicazioni della categoria.
Il Segretario Vincini chiude il documento ringraziando i colleghi d’Italia di tutte le divise per il cordoglio e per il fattivo e professionale contributo offerto volontariamente nello svolgimento delle indagini.
L’ultimo pensiero è per Francesco: il suo sacrificio ci ispirerà a continuare il nostro lavoro con abnegazione e dedizione. La speranza di tutti noi è che questa drammatica vicenda abbia giustizia e non si concluda come l’iter processuale del compianto collega Nicolò Savarino.
